PETE MOLINARI
( Damaged Goods Records/Goodfellas - www.myspace.com/petemolinari )
Giovedì 13 Novembre 2008
Firenze @ Ex Fila
Venerdì 14 Novembre 2008
Cesena @ RetroPop Club
Sabato 15 Novembre 2008
Ravenna @ Bronson
Domenica 16 Novembre 2008
Roma @ Circolo degli Artisti
( Damaged Goods Records/Goodfellas - www.myspace.com/petemolinari )
Giovedì 13 Novembre 2008
Firenze @ Ex Fila
Venerdì 14 Novembre 2008
Cesena @ RetroPop Club
Sabato 15 Novembre 2008
Ravenna @ Bronson
Domenica 16 Novembre 2008
Roma @ Circolo degli Artisti
Bob Dylan, Johnny Cash e lo zampino di Billy Childish hanno creato questo artista destinato a divenire un'icona moderna.
Pete Molinari vive il 2000 come se fosse stato congelato nei primi anni sessanta e scongelato alla vigilia del 2009. La sua musica non si rifà ai canoni di una volta ma suona esattamente come le produzioni del passato.
4 date a Novembre: 13 Nov. a Firenze, 14 Nov. a Cesena, 15 Nov. a Ravenna e 16 Nov. a Roma.
Pete Molinari vive il 2000 come se fosse stato congelato nei primi anni sessanta e scongelato alla vigilia del 2009. La sua musica non si rifà ai canoni di una volta ma suona esattamente come le produzioni del passato.
4 date a Novembre: 13 Nov. a Firenze, 14 Nov. a Cesena, 15 Nov. a Ravenna e 16 Nov. a Roma.
Non lasciatevi ingannare dal suo volto, Pete ha appena 22 anni… o meglio prendete dannatamente sul serio la sua immagine da loser d’altri tempi, perché Molinari – nonostante l’anagrafe – è un autentico veterano. E’ la nuova scommessa di casa Damaged Goods, un’etichetta che dell’estetica rock’n’roll ha fatto un credo, accogliendo ripetutamente al suo capezzale un uomo come Billy Childish.
A vederlo, Pete sembra un fragile ed involontario incrocio tra Johnny Cash e James Dean, e se dell’uno può incarnare lo spirito del cantore solitario, dell’altro può ricordare la spregiudicata gioventù bruciata, che invece di sedersi al bordo di un fiammante bolide preferisce ‘confessarsi’ nelle radure di una bucolica America.
A Virtual Landslide è così un disco d’altri tempi, anzi un disco senza tempo, baciato da un seme di giusta immortalità. Pete è un crooner e come tale le sue canzoni accompagnano in maniera fluida liriche che cantano di amori persi e storie sussurrate.
Originario di Chatham, Inghilterra, Pete è un meticcio, avendo addirittura origini egiziane, italiane e maltesi, ciò nonostante riesce a calarsi con semplicità disarmante nei polverosi scenari del grande sogno (illusione?) americano. Di lui si è immediatamente innamorato il produttore Liam Watson: i suoi Toe Rag Studio sono stati mecca per star del calibro di White Stripes e The Kills. Proprio Liam è riuscito a conferire un sound incredibile al suo nuovo album, scarno eppure eccentrico negli arrangiamenti.
Tra gli ospiti segnaliamo la presenza del chitarrista pedal steel BJ Cole (ultimamente richiesto a sopresa da artisti come Luke Vibert e Basement Jaxx), che aggiunge un ulteriore flavour ‘sudista’ a questo magnetico debutto.
Un’artista che sembra abbeverarsi alla stessa fonte di Hank Williams, Bob Dylan, Leadbelly e Jimmy Rodgers, catturando il nostro immaginario con una riconoscibile voce in falsetto ed una sublime sei corde acustica.
Info Artista:
www.petemolinari.co.uk/
www.myspace.com/petemolinari
www.damagedgoods.co.uk/
Quotes:
"Nella miriade di nuovi folk che affrontiamo ogni giorno, un disco così risalta come una pietra grezza, unisce puntini noti per ipotizzare un disegno nuovo, o meglio, un disegno che del nuovo non si preoccupa, forte solo di dodici splendide canzoni."
Blow Up - Maggio 2008 Voto 8
"Prendete la polvere delle highways battute da Kerouac e Fante, la poesia da treno merci di Woody Guthrie, i lamenti dell'armonica di Dylan al Cafè Wha?, il tempo immobile scandito da un vecchio blues nei vicoli di Nashville, il sottile tormento di Roy Orbison e le fitte lancinanti di Hank Williams: questo è Pete Molinari"
Rumore - Maggio 2008 Voto 8
"E' più pop e accattivante di Dylan, ha le coloriture di country soul bianco, senti aleggiare Johnny Cash e Hank Williams, annusi ventate del primo 'n'r, tanto che potrebbe essere stato registrato da Sam Phillips nei Sun Studios (I Came Out Of The Wilderness)"
Il Mucchio - Maggio 2008 4 stelle
"Blues e rock delle radici questo meticcio ci sa fare"
XL/La Repubblica - Maggio 2008 4 stelle
'"it Came Out Of The Wilderness" sembra una session di Highway 61 Revisited del musicista di Duluth, così come "" ha di diverso soltanto il cantato vibrato e troppo acuto di Molinari. Ma è impressionate anche l'eco della Sun Records, del Country di Hank Williams e del Folk di Woody Guthrie. Tanto vicini quasi da toccarli, propro ora, nel 2008."
Jam - Maggio 2008
"La cosa straordinaria è che alla fine di "A Virtual Landslide" abbiamo la bella impressione che Pete abbia compiuto un miracolo: evitare un disco vintage, regalandoci così 12 canzoni senza tempo."
Rodeo - Maggio 2008
"Pete Molinari non fa musica di oggi. Inserire "A Virtual Landslide" nel cd player è come accendere una radio sintonizzata a cavallo tra gli anni '50 e '60. Tornando a casa con 12 tracce Folk Blues velatamente intinte di Pop e Soul."
Rockerilla - Maggio 2008
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